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COSENZA CALCIO, ROBERTO OCCHIUZZI: «SARÀ UNA GARA DIFFICILE MA SAPPIAMO QUELLO CHE CI ASPETTA»

Nella consueta conferenza stampa pre partita sono intervenuti Roberto Occhiuzzi (allenatore in seconda), Luigi Pincente (preparatore atletico) e Antonio Fischetti (preparatore dei portieri): le parole dei tre membri dello staff tecnico.

Occhiuzzi: «Se ci mettiamo nei panni del Padova sappiamo che si giocheranno tutto alla morte e metteranno in campo tanto orgoglio. E’ una delle partite peggiori che andremo ad affrontare. I ragazzi sanno che devono dare sempre il 110%, c’è stima reciproca all’interno del gruppo ed è merito di mister Braglia che ha saputo inculcare questo spirito. E’ gratificante per me ma soprattutto per lui accorgerci che i giocatori recepiscono bene tutti i suoi input. Non parlo delle voci di mercato, il mister non pensa ad altro che al presente, c’è una missione da compiere e da portare a termine al più presto. Questa città e questa squadra meritano la salvezza. Mi sono legato ancora di più a questi colori, per tutti gli addetti ai lavori eravamo quasi spacciati ad inizio campionato. Abbiamo dimostrato di poter dare tanto a questa squadra. Mi sembra doveroso ringraziare la dirigenza al completo per la fiducia accordataci. Quello che mi dà il mister è attraverso i segnali che mi lancia, quando dice che devo limare il mio carattere ha ragione. Ci sono dei momenti in cui mi lascio trasportare troppo dalle cose negative, se noto qualcosa che non va a me dà fastidio ma devo mettere a bada la mia impulsività. Stiamo valutando il modulo da utilizzare, meglio attendere la rifinitura di domani per tirare le somme. Il Padova ha diverse alternative tattiche, anche noi però possiamo cambiare a nostro piacimento adeguandoci alle esigenze del match. La classifica è bugiarda con i veneti, io penso che abbiano tanta qualità. Non so se ci sono stati dei cali di tensione in alcune partite, noi valutiamo più aspetti per giudicare la prestazione singola. Non dipende sempre da noi ma a volte anche dalla forza dell’avversario. In una partita del genere sappiamo cosa ci aspetta, ribadisco che sarà la gara più dura del campionato. Della partita del 1997 che è costata la retrocessione ricordo che eravamo in piazza a Cetraro ad ascoltarla alla radio. In quell’occasione ci fu una reazione di grande tristezza e delusione. Adesso però pensiamo al presente per riscattarci».

Pincente: «A livello lavorativo è stato importante perchè ci siamo confrontati con realtà di un certo livello. Aver a che fare con squadre attrezzate è stato formativo. Dal punto di vista atletico è cambiato il lavoro, abbiamo cercato di dare intensità. Ho avuto la fortuna di avere la maggior parte della rosa che ha ottenuto la promozione in B, conoscevo tutte le loro caratteristiche e questo mi ha semplificato il lavoro. Come dicevo ho alzato l’intensità e i ragazzi hanno risposto bene. Grazie a questa stagione abbiamo la controprova che i calciatori hanno reagito nel modo giusto. I parametri vanno cambiati a seconda del contesto della gara e della condizione fisica di quel momento. Insieme allo staff abbiamo avuto la dimostrazione che i nostri ragazzi hanno le qualità tecniche per stare in questa categoria. Siamo all’ottavo posto per qualità di palleggio, questo per noi è motivo di orgoglio. Ci siamo allenati bene e andremo a Padova a fare una grande partita perchè lo meritiamo tutti e lo merita l’ambiente. La partita di 22 anni fa? Avevo solo 9 anni, ho ricordi vaghi ma il gol di Gigi Marulla e la sua intervista a fine gara la ricordo bene».

Fischetti: «Condivido in toto le parole dei miei colleghi. Per noi giovani affrontare un campionato professionistico significa aver accresciuto il nostro bagaglio. Abbiamo fatto tanta esperienza, acquisendo nuove conoscenze e soprattutto legandoci ancor di più a questi colori. Dall’inizio sapevamo di avere tre papabili titolari. Perina è stato bravo ad allenarsi da vero professionista anche quando non era in cima alla lista delle preferenze del mister. E’ la dimostrazione che il lavoro paga sempre. Per quanto riguarda la gara dell’Euganeo del 1997 ricordo bene che eravamo in Sila e ascoltavamo la partita in macchina alla radio, tante lacrime fino all’arrivo in città».

Fonte: ilcosenza.it

     

     

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