Medicina in pillole su TikTok. Il 'dr.carlo' fa 38mila follower

Carlo Esposito, originario di Cosenza, nella vita è un neomedico laureato lo scorso anno all’Università Tor Vergata di Roma, prossimo a frequentare la scuola di medicina generale con una carriera iniziata con le sostituzioni dei medici di base e le guardie mediche, anche in una rsa Covid.

Le sue “pillole” contro la sifilide e la cefalea hanno conquistato il social degli adolescenti. Una trovata comunicativa che ha permesso a un giovane medico di fare numeri da influencer nel giro di poche settimane, grazie a brevi video musicali di divulgazione pubblicati su TikTok.

“È un’idea che ho avuto durante la quarantena — spiega Carlo Esposito al Giornale della Previdenza — con l’intento di avvicinare i più giovani alle tematiche della salute, parlando la loro lingua sui canali da loro frequentati”.

Il 26enne, originario di Cosenza, nella vita è un neomedico laureato l’anno scorso con lode all’Università Tor Vergata di Roma, prossimo a frequentare la scuola di medicina generale – anche se il progetto primario rimane la Cardiologia – con una carriera iniziata con le sostituzioni dei medici di base e le guardie mediche, anche in una rsa Covid.

Sui social, invece, è “dr.carlo” o “je.suisdoc” e nel giro di un mese e mezzo ha raccolto i primi 34mila follower. Grazie a video dove a suon di musica e sequenze mimate, ha spiegato agli utenti social come riconoscere un’anemia da carenza di ferro, come nella clip che ha incassato 220mila visualizzazioni.

Una fiammata che non è passata inosservata ai gestori della piattaforma cinese, che hanno contattato il social-camice per partecipare al programma contrassegnato con l’hashtag #imparacontiktok, per sfornare settimanalmente video a tema.

I temi più gettonati sono stati “i video su patologie comuni come anemia, cefalea, tireopatie e sulle malattie sessualmente trasmissibili”.

Queste ultime – come per i calendari di vaccinazione – risultano tra gli argomenti meno conosciuti dai follower del dr.carlo. “Alcuni pensavano che la sifilide fosse scomparsa” spiega.

“No consulenze, solo informazione”, è la regola di base riportata sul profilo social del giovane camice.

“Una signora che ha visto un video sulle cefalee ha deciso di fare una visita dal neurologo, che le ha diagnosticato un’emicrania e assegnato una terapia”, racconta Esposito. Che poi precisa: “La professione medica si fa fuori dai social, dove invece si può fare divulgazione”.

Fonte e articolo completo: enpam.it

    8.png8.png4.png9.png3.png1.png
    Today2563
    Yesterday3061
    This week11456
    This month24512
    Total884931

    14-08-2020